/ Lamalista

Una raccolta di Édith Piaf

Una camminata sulle nuvole.

Sono sicura che l'umidità che c'è a Genova un giorno sarà la causa dell'estinzione dell'umanità. Tutto sembra faticoso, dalla cosa più piccola a quella più grande. Tutti sono tra i piedi, tutto è chiassoso, s’inizia a dormire un po' a caso. Eppure dopo tanta fatica è importante ritagliarsi un momento e seguire gli insegnamenti dell'Agente Speciale Dale Cooper a proposito di farsi un regalo una volta al giorno. Io oggi ho esagerato in realtà perché oltre al disco di cui parlerò fra poco, mi sono comprata un paio d’infradito che trasformano il pavimento in nuvole: avevo da recuperare un po' di auto-regali non fatti.

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Tornata a casa, indosso le infradito e faccio partire la raccolta di Édith Piaf, l'acquisto migliore che abbia mai fatto. Inizia con la super classica La Vie en Rose per poi portarti in un viaggio negli anni '40 e '50, ubriacarti di pianoforti scordati e fisarmoniche che oggi riecheggiano in Yann Tiersen e in pochi altri. Ti ritrovi a chiudere gli occhi durante l'accordéon di Sous le Ciel de Paris, ascolti Avec ce Soleil e immagini di abitare in un vicolo, in fondo al quale si trova non il ponte dell'autostrada ma la Tour Eiffel (anche se poi i rumori del traffico ogni tanto provano a riportarti alla realtà). Poi parte Soeur Anne e quella voce ormai ti ha rapita totalmente e speri che esca dalla finestra e sovrasti il rumore del traffico per arrivare alle orecchie dei passanti e rapire anche loro.

12a14915ebc84164a3ea20bbcdc3e261v1_max_755x425_b3535db83dc50e27c1bb1392364c95a2 Photo by Maurice Chevalier/ AFP

Ma hai già visto qual è l'ultima traccia e aspetti di struggerti con Hymne à l'Amour; quando finalmente ne ascolti le parole tutto ciò che senti è un senso di tenerezza che ti fa tremare il cuore. Questa canzone della Môme è stata scritta da lei stessa e pubblicata sette mesi dopo l'incidente aereo che uccise Marcel Cerdan, l'amore della sua vita, nell'ottobre 1949, e alle ultime parole della canzone – in questo caso, del disco – ti ritrovi a sentirle così tue che quando cala il "silenzio" delle 20 ti ritrovi lì seduta col cuore che ancora trema.

Metti tutto a posto e ti senti così ispirata da voler condividere questa esperienza personale con un sacco di sconosciuti, infilando dettagli inutili come le infradito o il traffico. Un dettaglio poco inutile, invece, è il libretto all'interno del disco con una specie di saggio sui cantautori francesi ed europei, ma se posso essere totalmente sincera l'ho trovato così pieno di errori ortografici irritanti che non sono riuscita ad andare oltre le prime due paginette. E no, non sono una grammar nazi.

image Photo by Irish Times

Una voce come quella di Édith Piaf è un dono che rende l'ascolto piacevole e totalmente immersivo in qualsiasi momento della giornata, dal tardo pomeriggio accidioso su un divano al carpool ascoltando Milord. Pensi già alla prossima volta che t'immergerai in questo disco, t’immagini con un bicchiere di vino – ma perché? – intorno ai 40 anni e con un'aria malinconica, ma senza neanche un rimpianto.

Dieu réunit ceux qui s'aiment.

Rebecca P Senior

Rebecca P Senior

Intellettualoide, passo la vita a domandarmi 'perché'. Spesso ho gli occhi dietro ad una macchina fotografica o la testa tra i libri. Mi lamento spesso. Scrivo sempre. Suono.

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