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Recensione film: 'Downsizing - Vivere alla grande'

I viaggi di Gulliver in chiave moderna, o meglio, i viaggi di un Lillipuziano

Avete presente quando vedete il trailer di un film che vi mostra una bella fetta di comicità e andate al cinema convinti di vedervi una commedia, ma invece scoprite sulla vostra pelle che era il film più drammatico dell’anno? No?

Ecco, allora non avete visto Downsizing.

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Devo ammettere di essermi sentito tradito per qualche momento, le aspettative di farmi una risata infrante ma sono uscito dalla sala pensando e riflettendo a tutto ciò che quel film ha voluto trasmettere e probabilmente son stato uno dei pochi - visto le basse reviews con le quali non concordo.

Non sarà la commedia che volevano far passare durante il trailer ma è sicuramente una di quelle pellicole che ti lascia qualcosa addosso (e non solo i pop-corn lanciati da gente insoddisfatta):

  1. Questo senso di appartenenza ad un mondo così vasto che a volte ci scordiamo di occupare un minuscolo angolo di terra e di essere incredibilmente piccoli, anche senza “downsizing”;

  2. Un riflesso sulla società moderna e dell’egoismo ed individualismo di ognuno, troppo preso a pensare ai propri bisogni e alle proprie ricchezze per guardarsi attorno e vedere che c’è chi se la passa peggio o chi ha perso tutto;

  1. Di come il divario tra i ricchi e i poveri non cambi nemmeno guardando il mondo da una "prospettiva diversa", anzi!

  2. Lo sguardo sull'ambiente, come lo sfruttamento delle risorse porti realmente il mondo allo sfacelo e solo quando è troppo tardi il genere umano si sveglia per far qualcosa al riguardo - e a volte nemmeno basta perché siamo troppo testardi per capire che un cambiamento è sempre possibile.

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Poi c’è lui, Paul (Matt Damon) con un lavoro mediocre, una carriera lasciata alle spalle e la voglia di ricominciare da capo, di avere un fresh start. Una persona nella quale ognuno di noi puo’ ritrovare se stesso almeno in parte. Come lui, anche per noi la vita ha sempre un tiro mancino in serbo, ma è questione di quanto tempo ci mettiamo a smettere di incassare ed accettare le cose come vengono per adeguarsi di conseguenza. E perché no, finalmente avere quel fresh start tanto desiderato - anche se completamente diverso da ciò che ci si aspettava.

Se credete nel destino potete vedere come sebbene abbia(mo) merda da spalare, alla fine c’è sempre una ragione per tutto.

Altrimenti, il film ci induce a ponderare come le nostre azioni e decisioni ci portino a capire cosa vogliamo da questa vita e cosa siamo disposti a dare in cambio.

Punti di vista, ma entrambi belli.

In conclusione

Onestamente, se non avete aspettative di farvi una risata ma volete guardarvi un drama/sci-fi che faccia riflettere, questo e’ un must.



Avete visto il film? Diteci cosa ne pensate!

Ruggero Palazzo

Ruggero Palazzo

Genovese di nascita, londinese per adozione. Social addicted appassionato di film, serie tv, pallavolo, cibo e fotografia, ora una penna con la quale condivide una visione del mondo tutta sua

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