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Le 7 cose che un italiano può fare all'estero

E' proprio vero, essere italiani ci rende unici.. nel bene e nel male. Ecco alcuni esempi:

1. Sospirare malinconici pensando al concetto di aperitivo


aperitif-1565633_960_720 Photo by Sara Vaccari / Pixabay

Per l'italiano lontano da casa non è cosa semplice lasciarlo andare, dimenticarlo. L'aperitivo fa parte della nostra cultura ormai da decenni, di sicuro non è un concetto rimpiazzabile: capita infatti molto spesso (anche troppo spesso per alcuni), nella fascia oraria fra le 18 e le 20, di aver voglia di bere qualcosa e perchè no, di sgranocchiare senza esagerare e non di una vera cena a portate. E' voglia di qualche stuzzichino, il cui scopo è quello di smorzare l'effetto dell'alcol il quale però apre lo stomaco: alla fame che sale si risponde forse smettendo di bere e ordinando del blando cibo? Certo che no, si chiede un altro drink con relativi snacks a seguito, in un ciclo la cui fine dipende da fattori esterni quali il conto in banca o l'avere delle responsabilità che bussano alla tua coscenza.

Non voglio dire che l'aperitivo non sia stato esportato anche all'estero, sarebbe una menzogna. Quello che è certo è che soltanto in Italia ne esci tradizionalmente provato, pieno come neanche un tacchino il giorno del Ringraziamento e a cena neanche hai più voglia di andarci.

2. Pagare con il Bancomat senza che a nessuno venga una crisi di nervi


credit-card-2308179_960_720 Photo by mastersenaiper / Pixabay

La questione dei pagamenti tramite carta è ancora piuttosto perniciosa in Italia. Non vorrei mai trovarmi nei panni del turista straniero in vacanza di piacere, al quale potrebbe sembrare a tratti di aver compiuto un viaggio nel tempo verso un'Italia degli anni 80. Non abbiamo nulla contro gli anni 80, anzi, ci piacciono moltissimo. Ci piace soprattutto ascoltarli in radio.

Un'altra cosa estremamente goduriosa nel 2017 è tirare fuori la nostra carta e strisciarla fieramente senza vedere il dolore o peggio ancora il rimprovero negli occhi del negoziante. Rimaniamo focalizzati su questa immagine idilliaca di pace e armonia, non intristiamoci pensando alle liti per pagamenti rifiutati, con il commesso che sembra tuonare: vade retro, carta!

3. Vestirsi come si vuole poichè tanto a nessuno interessa


19145984941_ea548ebee5_b Photo by Ed Yourdon / Flickr

Tutte quelle persone che hanno trascorso periodi medio-lunghi al di fuori dei confini italiani hanno dovuto aprire gli occhi davanti a un'innegabile verità, da sempre a portata di mano ma troppo elementare perchè potesse essere presa in seria considerazione: non importa a nessuno come vi vestite e se vi guardano non dovete pensare che sia necessariamente perchè vi stanno giudicando.

Il problema è che in Italia siamo abituati a farci troppi problemi inutili e ci sentiamo condizionati, a partire dalla nonna che non accetterà mai le nostre scelte di vestiario e che ci vorrebbe eterne ragazzine di 8 anni con le trecce e il vestitino a fiori con quel pattern stile divano da casa aristocratica. Ebbene, una volta raggiunta la consapevolezza che le turbe sono soltanto nella nostra testa ci si sente liberi e non se ne fa più a meno. Pigiama al supermercato? Arrivo.

4. Essere riconosciuti con un sguardo grazie all'inconfondibile 'Italian style'


cold-2557518_1280 Photo by Stock Snap / Pixabay

Non vedevo l'ora di affrontare questo punto. Forse l'intera lista ha ragione di esistere proprio grazie a questo punto. L'italiano all'estero è un autentico sollazzo per pupille, è come il caramello sul budino alla vaniglia: talmente irresistibile che forse è persino troppo. Troppo dolce, troppo in generale. Stiamo parlando nello specifico del turista italiano più che dell'italiano impiantato, poichè si sa che il turista ci tiene a portare con sè tutti i migliori capi che il suo sfizioso guardaroba può offrire.

Mi si gonfia il cuore in petto solo al pensiero (spero di non sentirmi male). Senza voler sottrarre punti buongusto alla donna, ci sono due categorie su cui possiamo porre l'accento per quanto riguarda il turista uomo - forse perchè riesce a esprimersi al massimo.

Abbiamo dunque uno stile estivo anche detto 'in Grecia con famiglia' che prevede infradito, pantalone a mezzo polpaccio e t-shirt con grosso logo di un qualche brand che troneggia sul petto. Il vero orgoglio, però, è l'outfit invernale medio che intitoleremo 'vacanza ad Amsterdam', con borsello, jeans strappato, cappello con scritta da orecchio a orecchio e il pezzo forte: giubotto bomber anni 90 con design più attuale, cioè sempre rigorosamente pessimo, sopra la vita ma con cappuccio in pelo.

5. Usare il fatto di essere italiani come scusa per i propri comportamenti


1200px-Fantozzi_e_filini Photo by Unknown / Wikipedia

Certe volte funziona, altre volte decisamente meno e anzi, fa irritare. Diciamo che gli italiani sono un popolo che, se sguinzagliato in giro per il mondo, avrà tanto bisogno di puntare sulla sua proverbiale goliardia. In molti casi essere simpatici e un po' buffoni può essere davvero d'aiuto, ma solo se ci imbattiamo in persone che non ci odiano in quanto si rendono conto che i clichè sono creature malvagie. In questi casi, un trito e ritrito sa, siamo italiani, siamo persone chiassose! C'abbiamo il sangue latino! può anche essere accettabile.

Bisogna essere oggettivi e ammettere che tanti comportamenti e aspetti sono sull'orlo dell'imperdonabilità: bambini urlanti ed indisciplinati, adulti che per parlare fra loro per strada usano qualche ottava in più del necessario. Inoltre, una percentuale bassissima parla inglese, la restante si ostina a parlare italiano anche quando nessuno intorno può capire, oppure lo scimmiotta o lo improvvisa credendo di essere divertente quando invece dovrebbe capire che è una grossa lacuna. E infine, ultima cosa ma che forse è la prima in una classifica di cose fastidiose, è l'applauso in aereo.

6. Esercitare dello humour di cattivo gusto pensando di divertire ed effettivamente riuscirci


pilota Photo by Jamal D. Sutter / Moody

Anche in questo caso, bisogna ringraziare l'immagine da buontemponi che ci è stata affibbiata. Non dovrete preoccuparvi della qualità delle vostre battute o storielle! Siete o no italiani? Il risultato è garantito, chi vi circonda ne uscirà soddisfatto e conserverà un ottimo ricordo, dipingendovi come un buffo personaggio dall'accento così marcato e irresistibilmente divertente.

Potrebbe peró essere una bellissima illusione: se il vostro senso dell'umorismo è pessimo o peggio ancora fuori luogo, non ci sarà Paese, villaggio o distretto in tutto il mondo dove potrà innescare una grassa spontanea risata.

Non c'è nulla di più imbarazzante di quando cala un silenzio funebre a seguito di una battuta di dubbio gusto..ma questo non terrorizza l'italiano medio, che vive, scherza e schiamazza sopra le righe, proprio come un funambolo dell'inappropriatezza. Così, a cena con i suoi nuovi amici europei, potrà estrapolare le maggiori chicche del repertorio. Se la battuta in sè non sortirà l'effetto comico, ci penserà l'accento. Altrimenti, subentrerà la gentilezza dei commensali e la smorfia di orrore di chi, ahimè, capisce la lingua.

7. Ottenere una risposta rapida a una e-mail


hands-coffee-smartphone-technology Photo by Jeshoots / Pexels

Udite udite, questa cosa è possibile. E non perchè io sia un'ottimista, o una sognatrice inguaribile che teorizza e immagina un utopico mondo migliore, ma perchè l'ho provato sulla mia pelle. E mi è piaciuto. Insomma non è come credere o meno negli alieni, è molto più vicino, non ci serve una navetta spaziale e andare a zonzo per la galassia ma soltanto varcare i confini italiani (l'atmosfera è il nostro limite).

Decidete voi il mezzo di trasporto. Richiedere un'informazione, prenotare una stanza o un giro in mongolfiera via e-mail e avere un riscontro in pochi minuti si può. Ben sappiamo che in Italia si è un po' restii ad accettare i cambiamenti, ci piace conservare tutto così com'é. Come quando non vogliamo buttare via un maglione sgualcito.

Nonostante ciò la tecnologia ha un impatto potentissimo e il progresso arriva, solo che lo fa pigramente. Il risultato, ad esempio, è che nella maggior parte dei paesi l'e-mail è usata come gli sms, e persino trovare un lavoro e prendere accordi a riguardo diventa un botta e risposta, mentre in Italia è visto ancora come un metodo formale di comunicazione che richiede del tempo e una pomposa impaginazione e le chiappe su una sedia d'ufficio davanti e un computer. Prossima volta meglio telefonare!

E voi? Conoscete qualche altra abitudine italiana all'estero?

Giulia Chestnutter

Giulia Chestnutter

Adoro farmi ridere e polemizzare: la prima mi riesce benissimo, la seconda anche. Sogno di nuotare con le balene, viaggiare e leggere e basta. Bevo e mangio volentieri. Barista acida. Carlini lover.

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