/ Lamanoir

Il macabro amore di Carl Tanzler

Quel luogo di morte e riposo non lo inquietava, perché lì lei dormiva.

Poteva sopportare il lezzo dell’umidità di quell’ambiente chiuso, di quel calcificarsi di dolore e lacrime che in un cimitero presenziano, sempre, ogni resa all’omaggio. Alla memoria. Per questo addolciva il sonno di lei fissando la sua tomba e cantando canzoni spagnole, nella speranza che quel canto rendesse lieve la terra che la ricopriva, che la separava da lui.

Era il 1931 e Carl Tanzler, nato von Cosel, non voleva rassegnarsi alla prematura scomparsa di Elena “Helen” Milagro de Hoyos.

Carl Tanzler dal 1927 era radiologo presso l’U.S. Marine Hospital di Zephryhills, in Florida. Fu proprio in quelle corsie che incontrò per la prima volta Helen, in quel reparto tubercolotici. Era l’aprile del 1930 e aveva inizio una storia incredibile, singolare e macabra. La famiglia di Helen era stata decimata dalla tubercolosi ed ella, 22 anni, sembrava destinata alla stessa sorte.

elena-milagrosPhoto by Florida Keys - Public Libraries / Wikicommons

Tanzler se ne prese cura, ma la sottopose a terapie poco ortodosse: erbe e raggi X. I tentativi non fecero che condurla alla morte, in quel 1931 grigio e crudele. Probabilmente il medico si lasciò travolgere dalla disperazione, scagliò ferri e siringhe fuori dall’infermeria, batté i pugni così violentemente sulla sua scrivania da far tuonare l’intero ospedale.

Probabilmente no, non mosse alcun pianto.

Con il consenso della famiglia di lei si fece carico del funerale e della costruzione di un mausoleo che fosse degno della sua memoria, perché fosse un giaciglio decoroso, bello. Come lei. Ogni notte si recava al mausoleo e le parlava, cantava, le stava accanto. Nell’aprile del 1933 decise di portarla con sé ed averla per sempre. Il corpo di Helen, ovviamente, si trovava in avanzato stato di decomposizione e Tanzler dovette lottare per arrestare quel processo. Per mantenere i legamenti tra le ossa si servì di fil di ferro e grucce appendiabiti. Un paio di occhi di vetro sostituirono quelli veri, oramai decomposti.

Elena_Milagro_Hoyos_bodyPhoto by Florida Keys - Public libraries / Wikicommons

Seta imbevuta nella cera e nel gesso faceva da pelle. I capelli, poi, erano veri. Non si conoscono le circostanze, ma la madre di Helen donò a Tanzler alcuni capelli della ragazza, ed egli fabbricò una parrucca che completava la ricostituzione della sua amata. Integra, presente. Il nido d’amore del medico e della donna della sua vita rimase inviolato per 7 lunghi anni. In tutto quel tempo la tenne con sé, sullo stesso letto, per non lasciarla più andare.

Nel 1940 accadde qualcosa.

La sorella di Helen – non è chiaro se si trattasse di Florinda o Celia – scoprì la macabra verità e lo fece arrestare. I capi di imputazione si concentrano sulla profanazione della tomba e sul furto del cadavere. Dalla messa in atto dei fatti, però, erano trascorsi più di 5 anni e tutto cadde in prescrizione. Nel frattempo al corpo ricostruito di Helen fu data una nuova sepoltura ma senza riportare il nome sulla lapide. Quando Tanzler tornò a casa non si rassegnò alla solitudine: costruì, infatti, un duplicato del corpo di Helen e nel farlo si servì di una maschera mortuaria. Erano di nuovo insieme.

Carl Tanzler morì il 3 Luglio 1952 e il suo corpo venne ritrovato tre settimane dopo la sua morte.

Dissero che il suo corpo giaceva tra le braccia del fantoccio di Helen. Dissero che la bambola ritrovata non fosse il duplicato, ma l’originale, che qualcuno gli aveva restituito di nascosto. Dissero che quando aveva ricostruito il corpo di Helen, prima dell’arresto, gli avesse praticato un condotto vaginale con un tubo di cartone per potersi unire alla sua sposa nell’amore più intimo.

Alcuni, infine, lo indicarono come pazzo e necrofilo. Altri, invece, lo indicarono come innamorato.

Luca Mastinu

Luca Mastinu

Misantropo e pignolo. Ipocondriaco, vivo nella mia stanza per difendermi dai batteri del mondo. Scrittore, compositore, musicista. Acluofobo ed entomofobico.

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