/ Lamanoir

6 foto scattate prima di uccidere - Parte I

Ultimi istanti di vita, primi istanti di morte

1. Judy Ann Dull (1957)

dull-003Photo by Harvey Murray Glatman / Murderpedia

19 anni, pin-up, Judy Ann Dull fu una delle vittime del serial killer Harvey Glatman, definito dalla stampa dell'epoca come Il macellaio dei cuori solitari / L'assassino delle modelle. Judy, separata, viveva un periodo di intenso conflitto con l'ex-marito per la custodia della loro bimba di 14 mesi. In quel tempo condivideva un appartamento con altre due modelle, Betty Carver e Lynn Likles, a West Hollywood. Venne contattata da un fotografo che rispondeva al nome di Johnny Glenn. L'uomo era riuscito a ottenere il suo numero di telefono dall'agenzia presso la quale la ragazza era sotto contratto. Al telefono le propose di posare per alcuni scatti che sarebbero stati pubblicati su una rivista di criminologia. Era il 1° agosto del 1957. "Dovresti indossare un maglione e una gonna stretta" le disse, prima di riattaccare. I due si incontrarono alle due di quello stesso pomeriggio. Andò dunque a prenderla presso Sweetzer Avenue e le propose di farsi fotografare nello studio personale, anziché nell'appartamento di lei. Non si trattava di Johnny Glenn. Quell'uomo era Harvey Glatman. Le spiegò che le foto sarebbero state un corredo per una storia dalle tinte bondage, dunque era necessario legarla. Per 20 dollari, Judy acconsentì. Scattò diverse foto. Fu follia, furono strida e furono ripetute violenze sessuali. La tenne legata fino alla notte, quando alle 22:30 la caricò sulla macchina nella promessa di liberarla in campagna. Arrestò il veicolo a 100 miglia da Los Angeles e la incaprettò.

2. Karen Sprinker (1969)

murderers-victims-4Photo by Jerry Brudos / La Nona Porta

Il 27 marzo 1969 sua madre l'attendeva nei parcheggi della Meier & Frank, a Salem. Karen, 19 anni, sarebbe uscita dalla scuola e l'avrebbe raggiunta in macchina per andare insieme a pranzo in un ristorante. Dopo un'ora di ritardo, sua madre iniziò a preoccuparsi. Trovò la macchina parcheggiata, ma il posto di guida era vuoto. Le riferirono di aver visto una donna misteriosa aggirarsi tra le macchine. Era molto alta e aveva qualcosa di sinistro. Un testimone, in particolare, riferì di esser riuscito a vedere più da vicino quella strana presenza e di aver notato che si trattava di un uomo in abiti femminili. Si trattava di Jerry Brudos e Karen Sprinker era la sua nuova vittima. L'aveva rapita proprio in quel parcheggio e l'aveva portata nel suo garage, dove l'aveva costretta a indossare indumenti intimi e a posare per delle fotografie. Abusò di lei ripetutamente e la uccise impiccandola a un gancio del soffitto. Dopo averla uccisa approfittò del suo corpo senza vita, per una perversione necrofila che aveva esercitato anche sulle altre vittime. Dopo aver straziato e violato le sue carni, si liberò del corpo abbandonandolo lungo il Long Tom River, dove venne ritrovato il 12 maggio.

3. Shari Miller (1984)

shari-miller-last-photos--crop-Photo by William Richard Bradford / Bizarrepedia

Forse un gioco di sguardi. Un osservare ogni dettaglio di una donna che, in quello stabilimento di Los Angeles che porta il nome di The Meet Market, faceva la barista e sorrideva. Avvicinarla per offrirle l'opportunità di inserirla in un portfolio di moda sì, poteva funzionare. In quel torrido e soleggiato luglio Sheri Miller, 21 anni, ancora sognava di diventare una modella. Forse ringraziò il destino, quando quel fotografo misterioso la attirò a sé per proporle alcuni scatti. Quando arrivarono in quel luogo appartato e desertico a nord di Los Angeles, Sheri non poteva immaginare che quell'uomo era William Richard Bradford, che era stato da poco liberato su cauzione dopo una condanna per stupro. Sheri non immaginava, ancora, che quelle sarebbero state le ultime foto per le quali avrebbe posato. Il suo corpo venne rinvenuto il 6 luglio 1984 a Hollywood, in un parcheggio. Bradford l'aveva strangolata e le aveva strappato di dosso i tatuaggi e la camicia. Con la stessa camicia, nella stessa estate, uccise Tracey Campbell. Aveva solo 15 anni.

4. Chris Bryson (1988)

berdella_202Photo by Robert Berdella / Murderpedia

Il 29 marzo 1988 Chris Bryson, 22 anni, incontrò un quarantenne paffuto e dall'aria scanzonata. Bryson, prostituto, decise di accettare la proposta di quell'uomo singolare: passare del tempo a casa sua, in quella villetta al 4315 di Charlotte Street di Kansas City, nel Missouri. Nemmeno un piano terra ridotto a un cumulo di immondizia e feci di cani fecero sospettare il ragazzo, che era lì con il solo intento di offrire il suo servizio al cliente di turno. Chris non sapeva, in effetti, che quell'uomo era Robert Berdella (1949-1992) e che in quella stessa casa aveva torturato e ucciso altri 6 ragazzi a partire dal 1984. I due salirono al piano di sopra e Chris venne stordito con un colpo alla nuca. Legato su un letto, venne ripetutamente torturato, seviziato, violentato e sedato - facendo anche uso dello spurgante Drano - per circa 4 giorni. Per minacciarlo, Berdella gli mostrava alcune polaroid delle vittime precedenti. "Se non fai il bravo finirai come loro, nella spazzatura". Il Macellaio di Kansas City, così, scattò una foto anche alla sua nuova potenziale vittima. Berdella non sapeva, però, che proprio quel giovane ragazzo avrebbe posto fine alla mattanza. Il 2 aprile 1988, infatti, il mostro commise un errore: prima di uscire di casa legò le mani di Chris sul davanti, non dietro la schiena. Il ragazzo riuscì così a liberarsi e a fuggire, trovando aiuto in un'abitazione poco distante. Bob Berdella venne arrestato quello stesso pomeriggio.

5. Tara Calico e Michael Henley? (1989)

Scan_Pic0011--1-Photo by Unknown / Taracalico.com

"Se non dovessi fare ritorno entro il pomeriggio vienimi a cercare" disse Tara, canzonando la madre Patty Doel prima di uscire di casa. Avrebbe fatto una lunga pedalata in sella alla sua mountain bike, una Huffy rosa, con i Boston nelle cuffie del suo walkman di casa Sony. Alle 9:30 di quel 20 settembre 1988 Tara Calico uscì di casa. Nel pomeriggio avrebbe raggiunto il fidanzato per una partita a tennis. Ecco, proprio in quelle ore Tara non fece ritorno. Patty tentò di non allarmarsi, ma decise di seguire in macchina tutto il percorso che Tara faceva ogni volta che usciva in bicicletta lungo le Rio Communities di Belen, nel New Mexico. Un nodo le strinse la gola quando trovò un nastro dei Boston abbandonato sul ciglio della strada disastrata. Presa dal panico andò dalla Polizia. In un primo momento gli agenti dissero di non poter agire, in quanto Tara risultava maggiorenne e nella piena facoltà di allontanarsi da casa senza il consenso dei genitori. Le cose cambiarono quando la bicicletta della ragazza venne rinvenuta in un fosso. Alcuni testimoni riferirono di aver visto Tara alle 11:45 mentre pedalava con la musica nelle cuffie, seguita da un furgone Ford. Il 15 giugno 1989, quasi un anno dopo, una donna aveva appena parcheggiato l'automobile di fronte a uno store che dava sulla Highway 98 di Port Saint Joe, in Florida. 1600 miglia dall'abitazione di Tara. Si accorse di essersi fermata accanto a un furgone Toyota di colore bianco. Al posto di guida sedeva un uomo con i baffi. La donna entrò nel negozio. Una volta uscita, il Toyota non era più lì. Sull'asfalto, però, giaceva una foto polaroid. I due volti vennero associati a Tara Calico e Michael Paul Henley. Michael scomparve il 21 aprile 1988 mentre si trovava nelle Zuni Mountains insieme ai genitori. Dopo il ritrovamento di quella polaroid, i famigliari pensarono che il ragazzino imbavagliato della foto fosse proprio il loro Michael. Nel 1990 la storia di Michael ebbe un epilogo: il suo corpo, straziato dall'attacco di un animale selvatico, venne rinvenuto a poche miglia dalla località presso la quale era stato visto per l'ultima volta. Si era smarrito. Tuttavia, il bambino che compariva nella polaroid non era Michael. I dubbi riguardavano anche l'identità della ragazza: nessuno seppe mai dire se quella fosse Tara Calico. Lo sosteneva Scotland Yard, ma altri investigatori smentivano. Ancora oggi, quella foto resta un mistero; per alcuni, addirittura, si tratta di un falso.

6. Regina Kay Walters (1990)

The-Final-Moments-Of-Regina-Kay-Walters-600x571Photo by Robert Ben Rhoades / Gothic Life

Qualcuno la vide per l'ultima volta nel Febbraio 1990. Si trovava vicino a Houston insieme a Ricky Lee Jones, il suo fidanzato. I due si spostavano facendo l'autostop e non sapevano che il destino stava scrivendo per loro il finale più orribile. Nel settembre di quello stesso anno, la Polizia perquisiva l'abitazione di Robert Ben Rhoades, lo spietato assassino noto come The truck stop killer al quale venivano attribuite almeno 50 vittime. Si ritrovò con un mucchio di foto, tra le quali spiccavano quelle di una ragazza coi capelli corti, in abiti fuori misura e con un'espressione di terrore immortalata sulla pellicola. Era Regina Walters, e quando spirò sotto la furia omicida e perversa del suo assassino aveva solo 14 anni. Aveva ucciso prima il suo ragazzo, poi aveva preso a seviziare lei. Le aveva tagliato i capelli e peli pubici. L'aveva poi portata in un fienile abbandonato per completare la sua opera, ma non prima di scattarle una foto. L'ultima. Il suo corpo venne rinvenuto in quello stesso fienile un anno dopo.

Immagine di copertina: Hailey Kean / Unsplash

Luca Mastinu

Luca Mastinu

Misantropo e pignolo. Ipocondriaco, vivo nella mia stanza per difendermi dai batteri del mondo. Scrittore, compositore, musicista. Acluofobo ed entomofobico.

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